Perché sottrarre il Cav. al circuito mediatico-giudiziario è un problema politico

Il problema di sottrarre Berlusconi al fanatismo politicizzato del circuito mediatico-giudiziario è notoriamente un problema politico. La storia della nostra democrazia, negli ultimi quindici anni, è tutta lì. Chi decide il governo del paese? Il voto o il magistrato che deposita in edicola?
11 NOV 09
Ultimo aggiornamento: 22:17 | 9 AGO 20
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Al direttore - Questa è una storia ordinaria di circuito mediatico-giudiziario. Ieri mattina mentre il giudice relatore Rosario Spina firmava pagina per pagina in cancelleria le 92 cartelle delle motivazioni relative alla sentenza-condanna di Mills in Appello, l’Ansa da Roma sfornava in tempo reale un dispaccio dietro l’altro con amplissimi virgolettati quando la difesa non era ancora in possesso del provvedimento.
Insomma, come da tradizione, deposito in edicola. Del resto una delle anomalie italiane, insieme al conflitto di interessi del Cav., è che ci sono magistrati che fanno politica, politici che si comportano da giudici e giudici che scimmiottano i giornalisti.

Frank Cimini, Milano
Al direttore - Scriveva Roland Barthes: “La Giustizia è un’operazione di bilancia e la bilancia può pesare solo l’identico con l’identico”. Quanto tempo ancora impiegheremo per capire che il presidente del Consiglio dei ministri è cosa diversa da tutti gli altri?
Francesco Carella, Bologna
Al direttore - Lei che pur è un berlusconiano convinto cosa ne pensa onestamente delle continue modifiche al nostro codice di procedura penale? E’ una cosa seria? Si possono modificare le regole a proprio piacimento a seconda del reato per cui si è perseguiti? Può l’Italia andare avanti in questo modo? Si può parlare di immunità parlamentare in un Parlamento con un consistente numero di condannati/inquisiti? Mi interesserebbe molto il suo parere disinteressato perché la reputo persona intelligente seppure di parte.
Sergio Maciotta, via Web

Il problema di sottrarre Berlusconi al fanatismo politicizzato del circuito mediatico-giudiziario è notoriamente un problema politico. La storia della nostra democrazia, negli ultimi quindici anni, è tutta lì. Chi decide il governo del paese? Il voto o il magistrato che deposita in edicola, come dice Cimini? Qui da noi abbiamo deciso una volta per tutte che il capo dell’esecutivo è eletto, non nominato da giornalisti e pm: l’ho detto anche quando un debole Prodi fu fatto fuori da un pm di provincia che arrestò la moglie del ministro della Giustizia e tutta la sua famiglia politica.